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sabato 15 agosto 2015

Un massaggio davvero speciale

Mio marito Massimo è veramente un buon compagno di vita.
Sempre presente, comprensivo nei confronti del mio caratterino e dei miei numerosi interessi, sicuramente devoto a me, a Tobia ed ai nostri micetti.
Ma...
Sempre di un uomo, si tratta!
Quantunque cerchi di fare del suo meglio, quella famosa Y che ha, nel genere maschile, sostituito la X propria del genere femminile, certo non può fare a meno di rivelarsi, spesso e volentieri, per quello di cui in realtà si tratta: una X venuta male,  che ha perso una zampetta e tenta di nascondere questa gravissima carenza spacciandosi per una letterina diversa.
Ma la verità, alla fine, viene sempre a galla: ed è così che Massimo, persona di notevole cultura, simpatico e spiritoso, generoso e loquace, si rivela, ahimè, un completo disastro per la gestione quotidiana della casa: è tuttora convinto che i panni sporchi si lavino e stirino in completa autonomia, che la nostra casa sia magicamente allergica alla polvere ed ai peli, e che il giardino, le scale ed il grande terrazzo all'ingresso di casa vengano frequentemente visitati da invisibili folletti che provvedono al taglio dell'erba ed alla pulizia delle superfici suddette.
Anche la pulizia delle lettiere dei micetti rientra nei compiti che, a suo parere, non gli competono, mentre la serale sistemazione della cucina, se eseguita dal consorte, richiede sempre un secondo passaggio della mano magica della mogliettina.
Mogliettina che, a questo punto, crolla esausta sul letto, preda di una stanchezza così debilitante che anche il sonno tarda a venire...
Ed è proprio a questo punto che Massimo, certo non fiaccato dalle quotidiane faccende di casa, interviene con solerte disponibilità:
"Cristina, vuoi un massaggio?"
Accantonata rapidamente l'idea di un ennesimo divorzio - talvolta, in effetti, si tratta più che altro di un progetto omicida...-, sospiro beata un deciso "Sì", preparandomi subito a ricevere l'atteso tributo serale: armato di crema, Massimo mi massaggia delicatamente le spalle, la schiena, le gambe ed infine i piedi, continuando con un ritmo rilassante finchè la sottoscritta non cade tra le braccia di Morfeo.
Anche domenica scorsa la serata si è svolta così, soltanto che, terminato il massaggio alle spalle, in risposta al mio repentino allungamento del piede destro, pronto ad avere quanto gli spettava, Max ha posato il barattolo di crema sul comodino dicendo che era ormai vuoto.
Incapace di rinunciare al previsto piacere, ho prontamente risposto che nel bagno, nella cesta dei prodotti, c'era una confezione praticamente integra di crema Nivea, della quale peraltro adoro il profumo; ed il maritino, senza lamento profferire, si è subito alzato dal talamo nuziale, per farvi ritorno dopo pochi secondi con la crema.
Ero molto stanca, la luce soffusa era estremamente conciliante e... dopo pochi minuti di massaggio plantare, deciso ma delicato, mi sono finalmente addormentata.
Ma la sveglia, purtroppo, è tiranna: il lunedì mattina è giunto rapidissimamente, e la giornata non può iniziare bene se non con una doccia rivitalizzante.
Doccia che, come sempre, è seguita da un veloce massaggio di crema su braccia e gambe, da fare da sola, stavolta: tutto ok, Max ha evidentemente anche riposto la Nivea al suo posto!
Un colpo veloce di phon ai capelli umidi, pulizia delle lettiere, apertura di tutte le finestre, per godere di quei pochi minuti di aria fresca mattutina che questa lunga estate ci concede.
Poi, di corsa, di nuovo in bagno, per finire di prepararsi: i minuti passano veloci, il lavoro aspetta, e sento che Massimo, ormai sveglio, si sta alzando; un filo di trucco e.......
Un momento.
Devo truccarmi.
...................................
Ma dov'è il fondotinta???
...................................
Alzo gli occhi al cielo, mentre un lampo di comprensione mi investe:
"Amore..... che crema hai usato ieri sera per massaggiarmi i piedi????????"
Eccolo lì, sulla porta della camera da letto, ancora in mutande e calzini, con il tubetto in mano.
Oggi cambierò le lenzuola.....

domenica 3 maggio 2015

A volte è proprio una giornata nata male...

Come ieri.
E' un sabato mattina tranquillo, nel mezzo di un bel ponte che ci ha omaggiato di ben 3 giorni di relax.
Tobia non ha scuola, e proprio ieri sera è andato al cinema con suo padre per vedere l'ultimo capitolo della saga di The Avengers; io mi sono regalata una serata di tregua, dalle discussioni padre/ figlio - sempre furiose, ma destinate a terminare in un duetto di battute scherzose e in un travaso di bile per la sottoscritta -, dalle infinite richieste (Cristina, mi porti un bicchiere di brandy? Mamma, puoi venire un attimo in camera mia a vedere una cosa?), dalla rincorsa a quei 20 minuti tutti per me che mi ripagano di tutta la giornata.
E' un sabato mattina tranquillo, quando una semplice domanda apre la porta alla prima nube di questa giornata di sole.
- Ma che hai fatto all'occhio, Cristina?
Massimo mi guarda un po preoccupato; in bagno, allo specchio, osservo il mio occhio sinistro, naufragato in una massiccia emorragia congiuntivale, e sospiro con disappunto.
Proprio l'occhio buono, penso.
Ma la giornata deve andare avanti, abbiamo un sacco di cose da fare: ad esempio, andare a comprare un giubbotto ed una felpa a Tobia, che lunedì va in gita scolastica all'isola d'Elba.
Avete mai provato a cercare capi di abbigliamento ad un diciassettenne assolutamente incurante del vestiario?
Inizia a brontolare ancora prima di entrare nel negozio; sbuffando, osserva i capi che gli propongo ed alterna lamentele e commenti ironici, finchè sull'orlo di una crisi di nervi non mi dirigo alla cassa per pagare quello che, nonostante tutto, ho deciso di comprare.
Il pomeriggio rappresenta una breve tregua: riesco a stirare una enorme pila di panni - che già da qualche giorno mi faceva l'occhiolino - ed a ricamare un po.
Poi... idea!
Due giorni fa ho trovato una scatola di cartone molto robusta, che ho portato a casa per la gioia dei pelosetti; e perchè non ricavarne un intrigante nascondiglio, sigillandola tutta ma aprendovi un buco tondo che permetta di nascondersi e fare un agguato?
Detto, fatto.
Con lo scotch sigillo bene le varie parti della scatola, quindi prendo il trincetto (un po' arrugginito, ma può andare) ed inizio a tagliare.
Ecco, è quasi pronto, basta soltanto....
Ahhhhh!!!!!!
Il sangue sprilla a più non posso: chiamo a raccolta la famiglia e corro in bagno, metto il braccio sotto il getto dell'acqua e osservo: un taglio profondo, che sanguina abbondantemente e lascia intravedere il bianco del tendine proprio lì accanto....
Maledizione!
Ma sono quasi le 8.00, dobbiamo uscire a cena con Silvia ed Alessandro.... sono già 2 settimane che, per motivi vari, rinviamo...
Disinfetto la ferita, applico uno strato esagerato di garza sterile e fascio tutto con benda elastica, stringendo bene: ora possiamo andare in pizzeria.
La cena è ottima, la compagnia anche; il braccio però mi fa male e non accenna a migliorare.
Infine torniamo a casa, un'ultima chiacchierata al chiaro di luna; poi, un abbraccio e la promessa di rivedersi al più presto.
A me e a Max basta un'occhiata: tranquilliziamo Tobia, montiamo in macchina e ci dirigiamo al Pronto Soccorso, perchè la ruggine del trincetto assassino richiede assolutamente una terapia antitetanica; ovviamente, non sono in regola con le vaccinazioni, motivo per cui le gammaglobuline rappresentano una scelta obbligata.
Al Pronto Soccorso l'attesa è davvero breve (e dire che noi ci eravamo portati anche il tablet...): il medico conferma la necessità della terapia suddetta,
ma pretende anche di dare una occhiata alla ferita, che ancora sanguina un po'..
Sottolineo che per me va bene così, al limite potremmo mettere degli steri-strip... il medico mi guarda sorridendo, ed intanto nelle sue mani compare uno strano strumento bianco: sembra quasi una cucitrice, e la cosa non mi piace per niente.
- Cos'è codesta? no, guardi, va bene così, non voglio i punti... ma fa male?????
- Eh sì, fa male - è la risposta.
In un attimo mi afferra il polso e, mentre ancora io sto dicendo che - no, non importa - spara 4 maledette graffette nella mia pelle: mi scappa pure una parolaccia, e mi sento in dovere di scusarmi, ma lui sorride e ribatte che ha sentito di peggio.
Ecco, ora il braccio mi fa un male cane.
Con Massimo che ridacchia quasi soddisfatto - io avrei usato le forbici, che ti è venuto in mente di prendere il trincetto? -, torniamo a casa: una bustina di Tachidol ed un bel bicchierino di brandy mi ci vogliono proprio.
Visto com'è andata la giornata, direi che un portafortuna è proprio necessario...

lunedì 27 aprile 2015

La leggenda del basilico

Sono veramente convinta che ogni famiglia custodisca piccoli segreti, così come conserva le proprie tradizioni,  crea e tramanda le proprie leggende. 
La mia famiglia non fa eccezione. 
Ed io stessa sono al centro di una divertente favola, nata da pochi anni ma oramai profondamente radicata nella nostra storia: la leggenda del basilico.
Secondo quanto raccontato - con tutto l'entusiasmo che ben potete immaginare - da mio marito e da mio figlio, io sono una di quelle rare persone naturalmente dotate del famoso "pollice nero".
No, non ho sbagliato colore.
Nero.
Pare infatti che tra me e gli elementi del mondo floreale che hanno avuto la sfortuna - o l'ardire - di capitare nei pressi della nostra dimora (giardino o terrazza, sempre troppo vicini sono!) sia in corso una battaglia ormai decennale per la sopravvivenza; e visto che la sottoscritta continua a scrivere della propria quotidianità su queste pagine virtuali, è facile dedurre a chi sia finora toccata la sorte peggiore.
Sembra inoltre - sempre secondo i soliti pettegoli cui ho accennato - che le piante di basilico siano i bersagli preferiti dei miei strali; ed è per questo che, secondo Max e Tobia, i vasetti del basilico della Coop si ritraggono inorriditi al mio passaggio, incrociando di nascosto le foglie dietro l'esile fusto e pregando affinchè la mia scelta non cada su di loro. Mentre le malcapitate piantine che, meno fortunate delle altre, vengono da me gioiosamente portate a casa, si allungano, per quanto loro possibile, verso il tubo del gas che si dirige alla caldaia, augurandosi una morte veloce e, per quanto possibile, indolore.
Non è così.
E per dimostrarvi quanta falsità sia insita in queste dicerie, quale modo migliore che presentarvi il risveglio primaverile del mio giardino?







E comunque, per scaramanzia...




















          ... perchè la speranza è l'ultima a morire...






sabato 1 novembre 2014

Il mio giorno di ferie.

E non mi riferisco alle normali ferie.
Quelle che spettano ai dipendenti, regolarmente (più o meno!) dispensate con magnanimità (ehm...) dal datore di lavoro, o chi per esso; quelle che ti permettono di non alzarti alle 5.40 del mattino, bensì alle 6.05 per svegliare marito e figlio, preparare una buona ed appetitosa colazione, rifare i letti, pulire il bagno, smaltire almeno in parte la montagna di panni sporchi o da stirare che sei riuscita a collezionare nei precedenti giorni lavorativi.
No, non quelle ferie.
Mi riferisco al mio VERO giorno di ferie che, una volta all'anno, mi regalo: il giorno di ferie dalla famiglia.
Nel mio caso, esso cade regolarmente il 1° di Novembre - giorno poco allegro, ma tant'è... va benissimo lo stesso! - da svariati anni, e devo dire che lo aspetto con gioiosa ansia: in tal fatidica giornata, infatti, Max e Tobia si recano a Lucca alla manifestazione del "Comics & Games", dove per varie ore (sempre poche, a mio parere!) si riempiono la testa di fumetti, maschere, giornalini e gadget vari, svuotandosi puntualmente le tasche di tutto quello che si sono portati dietro (ma... mai soldi furono spesi tanto bene!).
E anche questo anno ci siamo arrivati.
La partenza in treno dalla stazione di Pistoia è prevista per le 8.45.
Alle 6.30 la sveglia mi chiama e, pur se un poco innervosita dall'orario antelucano in un giorno festivo - e da 3 improvvise ed urgentissime corse nel bagno (sarà mica l'Ebola...?) -, il pensiero della giornata che aspetta loro e soprattutto me migliora decisamente il mio umore.
Sistemate le belve pelose (lettiere pulite, crocchini speciali per colazione, una carezza ed un bacino a chiunque ne abbia bisogno), mi voto al primo sacrificio del giorno, uscendo di casa alle 7.10 in cerca del pane fresco.
A Casalguidi ci sono circa 50000000000 panetterie, ma stamattina di pane fresco... neppure l'ombra!
Soltanto una aprirà alle 7.30, per cui il maritino tornerà a procurarsi la pagnotta.
Rientrata in casa, preparo velocemente la colazione (wurstel caldi in pasta da pizza, thè e caffè), taglio il pane finalmente arrivato, lo farcisco abbondantemente e consegno ai due gitanti un sacchetto pro capite con le vettovaglie; finalmente, li carico in macchina, li accompagno alla stazione di Pistoia e li lascio lì, felici ed emozionati, fuggendo alla velocità della luce, dopo aver loro ricordato che possono telefonarmi solo in caso di reale necessità (in soldoni, solo se sono al Pronto Soccorso di Lucca... e soltanto per cose serie!).
Mi rendo però conto di dover rimandare un poco il rientro a casa - e nel letto! -, dato che tra pochi giorni il pargolo compirà 17 anni ed il cellulare nuovo da lui tanto desiderato è oggi in offerta al supermercato di Panorama: e quindi...
Alle 8.40 sono già nel parcheggio del Centro commerciale, giusto in tempo per scoprire che l'orario di apertura, nei giorni festivi, è alle ore 9,00.
Grrrrrrrrrrrrrrr.........
Rientro in macchina ed aspetto pazientemente, per poi catapultarmi nel negozio ed acquistare l'oggetto del desiderio di Tobia; e a questo punto... come non approfittarne per fare la spesa settimanale????
Alle 11,00 sono finalmente di ritorno a casa, dove sistemo velocemente gli acquisti e, dopo una nuova sosta - la quarta! - nel bagno, monto ancora in macchina per recarmi al Garden ad acquistare i fiori per il Cimitero. Qui scopro che il 95% della popolazione casalina ha avuto la mia stessa idea e che almeno la metà di essa necessita di un tempo minimo di 35 minuti per la scelta di tre rose a 7 euro; fortuna che stamattina ho preso le pasticche per la pressione arteriosa....
Alla fine, dopo un passaggio rapidissimo al Cimitero per sistemare i fiori, rientro in casa: adesso inizia la mia giornata di ferie!
Ennesimo passaggio in bagno, quindi mi sfilo scarpe, calzini e pantaloni, scelgo un DVD, lo inserisco nel lettore, prendo la scatola per il ricamo e mi infilo nel letto.

Ecco. Il cellulare.
E' Max.
Chiudo gli occhi, sospiro e conto fino a 10, poi rispondo, pensando che va be', meglio prima che il film cominci....
"Ciao amore, tutto ok? Vi divertite?"
"Eh no... abbiamo fatto quasi due ore di fila alla biglietteria, poi ci siamo arresi e abbiamo preso il treno per tornare! Anzi... fra 10 minuti circa arriviamo a Pistoia, puoi venire a prenderci?"
..............................................................................................................................
Nel silenzio più totale, interrompo la telefonata, mi rivesto, monto in macchina.
Ecco, la mia giornata annuale di ferie è giunta al termine.

domenica 20 luglio 2014

Cristina, dove vai in vacanza?

.................................
Conto lentamente fino a 10, poi rispondo.
"A casa."
Espressione sorpresa, quasi incredula:
"Ma come...? Non vai un pochino via??? Ma... hai pure la casa al mare...!"
Stavolta, prima di rispondere, conto fino a 20.
Scusate il mio sfogo... ma per caso è scritto nella nostra Costituzione che se una persona ha la disponibilità lavorativa ed economica debba assolutamente andare in ferie da qualche parte?????
Noi restiamo a casa.
E, una volta smaltita l'arrabbiatura per la sovrascritta domanda che ci fanno tutti dal mese di maggio fino a settembre - ogni anno ......!-, le ferie ce le godiamo come piace a noi!!!
Un esempio?
Facile!
Oggi, domenica di luglio, calda e assolata come non mai...
e io dovrei stendermi su una spiaggia infuocata a soffrire per il caldo, la sabbia e la confusione?
Invece, alle 10.00 io e Max eravamo già in azione:
in 2 ore di caldo, sudore e risate, mentre il maritino sistemava per l'ennesima volta il filo dell'ombrellone e l'amatissima moto, ho pulito tutto il piazzale con il decespugliatore (gentilmente offerto in prestito dalla  rinomata Ditta "Franca e Vittorio, nonni s.p.a.")e, presa dall'entusiasmo (o forse era un colpo di sole...), ho falciato anche l'erba del giardino!!!


Poi... ecco... sono crollata...
Lasciato Max al suo destino - mossa sbagliata, a ben pensarci... proprio ora che ha deciso di regalarmi il violoncello nuovo!-, sono rientrata in casa, ho aperto il rubinetto della vasca da bagno (temperatura 15-16°C circa... brrrrrrrr!), azionato l'idromassaggio e......
.... queste sono ferie!
E nel più totale relax - acqua fresca, bollicine, silenzio e penombra -, arriva anche una piacevolissima sorpresa: Tobia con un flute pieno di spumante ghiacciato!
Si può forse chiedere di più alla vita?
Evidentemente sì...





... visto che mentre sorseggiavo il delizioso prosecco, con il pensiero alle mie mille cosette da fare o terminare (in questo caso, una deliziosa piccola borsetta che vi posterò prestissimo), con l'acqua fresca sulla pelle e gli occhi socchiusi...
... il gatto Lillo (sempre lui!) è scivolato dal bordo della vasca su cui passeggiava e ...

... è piombato nell'acqua!
Credo che non abbia trovato l'esperienza particolarmente piacevole... visto che al secondo tentativo di risalita, riuscito finalmente ad uscire da quella marea di "roba umida", è sparito dalla mia visuale, ricomparendo soltanto quando la porta del bagno era ormai chiusa.
Beh, sono matematicamente sicura che al mare o in montagna non mi sarei divertita altrettanto...

sabato 11 maggio 2013

che figura...

Anche le mamme, a volte, sbagliano..........
La tragedia sovviene quando tale errore non solo è manifesto, ma è proprio l'adorato pargolo a scoprirlo!!
Visto che il Quindicenne è in crescita (sì, insomma.... piuttosto lenta, però...), sono spesso costretta ad un rinnovo pressochè totale del suo guardaroba che comprende, ovviamente, anche la biancheria intima...
Pochi giorni orsono, casualmente capitata in un negozio che ne era ben provvisto, ho ben pensato di comprargli 2-3 paia di boxer; ho scelto un disegno semplice, con quadretti e dei pixel colorati... non ho fatto molto caso a cosa rappresentassero... controllata la taglia, ho pagato e sono tornata a casa.
Vi lascio immaginare lo sconcerto, le risate e l'imbarazzo mio e di Tobia quando lui mi ha fatto notare meglio il disegno sui suoi boxer:
Che figura.........................

sabato 5 gennaio 2013

mamma mia, che giornata...

Quando ieri sera, verso le 23.30, sono riuscita ad infilarmi nel letto (Massimo già russava, i gatti fingevano di dormire...), ho capito che, per quanto riguardava la fine del mondo, i Maya hanno semplicemente sbagliato data!!!
Perchè ieri sera - almeno in casa nostra! - la fine del mondo c'è stata, eccome!!!
Devo ammettere che la giornata non si era prospettata granchè bene fin dal mattino; il turno in ospedale era stato effettivamente molto pesante (e chi ci lavora sa benissimo che ultimamente....è da suicidio!) e, tornata a casa, avevo avuto soltanto il tempo di mangiare qualcosa con Tobia; infatti alle 15.00, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata Annamaria, l'amica che ogni settimana in circa 4 ore mi "rimette in sesto" la casa, obbligandomi tuttavia (e devo dire che in questo caso è davvero una "megera"!) ad un tour de force di lavori domestici che mi lascia, alle 19 di sera, spossata ma felice per l'aspetto lindo ed ordinato del focolare domestico.
Ieri sera ho inoltre disertato gli ultimi 30 minuti di faccende, visto che sono dovuta andare alla scuola di musica per una lezione di sax e pianoforte; lezione che, devo dire, nonostante le mie aspettative (durante le festività mi sono concessa un bel riposo anche dalla musica...), ha sortito un discreto risultato!
Tornata a casa tuttavia alquanto stanca, io e Massimo ci siamo messi a tavola, chiacchierando e guardando tranquillamente una divertente commedia made in Italy alla Tv...
Pressappoco al termine della cena, mi sono trattenuta al telefono per la quotidiana telefonatina serale con la nonna Franca, mentre Massimo terminava di cenare... E' stato a questo punto che la Titti ha deciso di provare a saltare dalla sedia alla dispensa, la cui altezza si aggira sui 150 cm...
Poco avvezza a tali piroette, la nostra micetta ha decisamente mancato il ripiano di atterraggio, ricadendo indietro e finendo a quattro zampe sul tavolo di cucina!!!!!
Il panico l'ha attanagliata e, nella fuga, ha trascinato dietro di sè piatti, bicchieri, bottiglie (vino compreso!) e...
Il vaso da 1 kg di sottoli appena aperto da mio marito!!!!
L'olio si è immediatamente sparso sul tavolo, sui miei vestiti (tolti i pantaloni, anche le mie gambe erano tutte unte!), su tutto quello che la gatta aveva rovesciato e, ovviamente, sul pavimento!!!!
Non so bene quante volte ho passato il cencio in cucina... so soltanto che ho terminato alle 23 passate, stravolta, arrabbiata e.... piuttosto decisa a servire la Titti al forno con patate (e sottoli!) la sera dopo!
E voi, dopo aver letto 'sto resoconto, siete d'accordo con me sui Maya?!?
Credo proprio di sì...

p.s. ehm... stamattina la caldaia non è partita... aiuto!!!

martedì 18 dicembre 2012

le luci di Massimo



Come ormai ben sa chi mi conosce, nel periodo natalizio - che nella nostra casa inizia verso il 15 di novembre e termina pressappoco verso S. Valentino -, al calar del buio (max. ore 17.....) nella zona di Pistoia è possibile vedere, in direzione di Casalguidi, un chiarore multicolore, che di anno in anno varia di effetti ma sempre aumenta di intensità, suscitando probabilmente nella stragrande maggioranza delle persone che lo osservano una serie di domande e di ipotesi su quale fenomeno atmosferico determini tale chiarore....
Credo sia finalmente giunto il momento di tranquillizzare tutti: non si tratta di fenomeni atmosferici, tantomeno di astronavi extraterrestri in fase di atterraggio.... non sono fuochi fatui e nessun bosco è stato vittima di piromani dissennati con evidenti problemi di tempistica...




Sono soltanto le luci natalizie che mio marito Massimo ha sistemato (quest'anno ha cominciato
addirittura a metà settembre...................!!!), incurante del fatto che io debba continuare a far funzionare lavatrice e lavastoviglie o possa aver voglia di un bell'arrosto per cena...
E per coloro che non abitano in Toscana ( e quindi non possono vedere la nostra "luminaria"), ecco alcune immagini che rendono un'idea - solo parziale - della passione di Massimo:
E che posso dire.....
se l'azienda di energia elettrica avesse un minimo di sensibilità, per Natale sotto l'albero noi dovremmo trovare una bella sorpresa.....
l'annullamento della prossima bolletta!!!!






mercoledì 29 agosto 2012

Beata gioventù!

Devo ammettere che raramente il trascorrere degli anni mi sovviene alla mente, forse perchè il non pensarci rappresenta una qualche forma di autodifesa del mio subcosciente, il quale senza dubbio preferisce lasciare che il quotidiano tran tran nasconda sotto le preoccupazioni, le gioie e gli impegni della giornata il fatto che l'orologio del tempo continua imperterrito la sua corsa, quasi anzi accelerando un poco, in una specie di rivalsa contro uno sconosciuto rivale in questa corsa della vita.
Capita tuttavia che quella fantastica ed orribile fase della vita di tutti noi che risponde al nome di adolescenza si affacci, nelle vesti di mio figlio quindicenne, alla mia mente, sollecitando ricordi di un periodo che ritenevo ormai sepolto e che comunque rammento alquanto diverso da quello che Tobia sta attualmente affrontando.
Ad onor di cronaca, devo precisare che il suddetto figlio è un ragazzo particolarmente tranquillo,  che forse la tempesta ormonale adolescenziale non ha ancora investito in pieno, limitando -per ora- i danni che essa normalmente provoca a qualche piccolo brufolo sulla fronte e ad una crescita abnorme della popolazione pilifera, tale da far invidia ai nostri sette gatti.
Essendomi tuttavia io ormai stufata di vederlo chiuso perennemente in casa a giocare con quegli aggeggi infernali di cui la sua generazione sembra non potersi privare (psp, nintendo, playstation, tablet etc. etc..), Tobia ha deciso -dietro cortese sollecitazione- di andare al cinema con una sua ex compagna di scuola, il cui carattere serafico ben si confà alla di lui indole flemmatica.
Dopo aver consultato con il babbo Massimo il pc (ai miei tempi si usava il giornale...) per informarsi sulla programmazione dei film al cinema Lux di Pistoia, i due adolescenti hanno stabilito di trovarsi alla fermata dell'autobus del nostro paese alle ore 16, per andare ad assistere alla proiezione di "Madagascar 3" prevista per le 17.00 nel suddetto cinema.
O perlomeno, questo era il programma...
Degno figlio di cotanta madre (la sottoscritta), è arrivato alla fermata dell'autobus all'ultimo minuto e, come ovvio, sprovvisto del necessario biglietto; mi ha quindi fatto la prima di una lunga serie di telefonate (e sono intimamente tentata di disattivargli l'opzione di chiamata gratuita verso il mio cellulare...) per informarsi su dove poteva rimediare il biglietto, al che gli ho fatto presente che poteva addirittura acquistarlo dal conducente sullo stesso autobus...
Con la seconda telefonata mi ha informata del fatto che la corsa delle 16.06 da lui comunque ormai persa era addirittura sospesa dal 30 luglio scorso, cosicchè i due hanno dovuto attendere le 16.50 per
iniziare la loro "avventura"; in conseguenza di ciò, sono arrivati a Pistoia quando il film era ormai iniziato, ed in risposta alla sua terza (!!!)telefonata ho suggerito di aspettare lo spettacolo successivo...
Dalle 2 telefonate seguenti ho appreso che non riuscivano a trovare il cinema LUX!!!, poi miracolosamente apparso loro (mirabile visu...) grazie ad un signore, dai due ragazzi interpellato, che li ha accompagnati fino all'ingresso del locale: e mi immagino le risate che si sarà fatto...
Sesta telefonata: lo spettacolo successivo sarebbe iniziato alle 18.45 e terminato alle 20.35.
Che fare??? Sempre più sconsolata, ho consigliato di fare un giro, prendere un gelato e rinviare la visione del film a data da destinarsi...
Tornato a casa alle 19.00, Tobia mi ha informato che domani tenteranno di nuovo:
vi farò sapere...
P.S. come mamma, in cosa ho sbagliato???????